Il radon ed il territorio italiano

Breve riflessione sul fattore radon

Il radon ed il territorio italiano

La lotta al surriscaldamento globale, la protezione dell’ecosistema mondiale sono le priorità del nostro tempo. Il modello di sviluppo attuato, che si basa sull’indiscriminato prelievo di risorse naturali non è più sostenibile nel medio termine ed è sempre più indiscussa la relazione causa-effetto fra l’utilizzo dei combustibili fossili e i cambiamenti climatici.

La strategia volta all’individuazione dei meccanismi di tutela e salvaguardia dell’ecosistema e con esso la salute e la sopravvivenza stessa dell’uomo, comprende anche il controllo ed il monitoraggio della radioattività naturale e di quella artificiale.

Ad oggi, in Italia, l’esposizione più rilevante della popolazione alle radiazioni ionizzanti, in assenza di eventi incidentali, resta però quella naturale: il radon, gas naturale radioattivo presente ovunque nei suoli ed in alcuni materiali impiegati in edilizia, rappresenta in assoluto la principale fonte di esposizione a radiazioni ionizzanti per la popolazione: all’aria aperta si disperde rapidamente mentre nei luoghi chiusi (ambienti residenziali o luoghi di lavoro) tende ad accumularsi fino a raggiungere, in particolari casi, concentrazioni inaccettabili per la salute.

Il Radon costituisce infatti causa di tumore polmonare in relazione alla sua concentrazione nell’ambiente e al tempo di permanenza nello stesso; agisce inoltre in modo sinergico con il fumo di sigaretta incrementando esponenzialmente   il rischio di contrarre tumore.

Tra gli anni 80 e 90 è stata realizzata   un’indagine nazionale rappresentativa sulla esposizione al radon nelle abitazioni. Il valore della concentrazione media in Italia, è risultato   più elevato rispetto alla media mondiale   e a quella europea. I risultati dell’indagine nazionale  mostrano una situazione molto diversificata nelle varie regioni. Tale situazione è dovuta principalmente alle differenti caratteristiche geologiche.

Si evidenzia infatti, che all’interno delle singole regioni sono possibili variazioni locali, anche notevoli, della concentrazione di radon indoor; la concentrazione di radon in una abitazione dipende infatti da molti fattori: dalla presenza di uranio e radio nel suolo e nei materiali da costruzione, dalla permeabilità del suolo, dalle tecniche costruttive e dalle abitudini di vita. Tuttavia, elevati livelli di radon possono essere riscontrati ovunque, ancorchè esistono delle aree, in cui si riscontrano elevati livelli di radon in una percentuale di edifici superiore ai valori medi.

Resta comunque il fatto che la concentrazione media” di gas radon “in Italia è superiore alla media europea e mondiale. Le regioni con le concentrazioni medie maggiori sono Lazio, Lombardia, Campania e Friuli Venezia Giulia”

Il Radon è pertanto geogenico in quanto deriva principalmente dal terreno e in misura differente in relazione alla sua geologia (per circa 80%),  può anche essere presente nelle falde acquifere come gas disciolto (per circa 11%). Il fatto che sia circa otto volte più pesante dell’aria, tende ad accumularsi negli ambienti chiusi e quindi anche nei luoghi di residenza e di lavoro.

 

Giampiero Cassitta, CTO

Giampiero Cassitta

Esperienza di oltre 40 anni nell’ambito dell’ingegneria territoriale e urbanistica. Nella sua lunga carriera lavorativa ha spaziato in tutti i campi dell’ingegneria civile: dalla progettazione di porti, ponti, dighe, residenze, hotel e in particolare nella stesura di piani urbanistici per comuni, provincie e regioni. La fluidodinamica è la sua passione.

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