Radioattività e Gas Radon

Radioattività e Gas Radon

La radioattività è un fenomeno fisico che interessa biosfera e geosfera e  la  radioattività, quindi è necessaria tanto alla Terra (decadimenti radioattive, calore della Terra, Tettonica a Zolle) quanto alle specie (evoluzione). Più del 50% di calore emesso dalla Terra (23 su 44 terawatt) deriva da decadimento radioattivo.

Il legame tra mutazioni genetiche e radioattività è oggi ben noto, e dunque la biodiversità è un patrimonio da mettere in relazione anche alla radioattività naturale. Piccole dosi di radioattività possono dunque non essere pericolose in assoluto per la salute ma probabilmente è anche vero che dosi minime di radiazioni possono avere effetti negativi su di essa.

 

Più del 50% dicalore emesso dalla Terra (23 su 44 terawatt) deriva da decadimento radioattivo

 

In primo luogo quindi occorrerebbe chiedersi quale sia l’esposizione alle diverse radiazioni ionizzanti naturali. La radioattività naturale varia parecchio  in relazione alle caratteristiche geologiche, orografiche (altitudine) dei luoghi.

Il gas nobile e inerte RADON (Rn) ha decine di isotopi, tre dei quali risultano significativamente presenti in natura:

 

Il 222Rn (Radon  222) è l’isotopo del gas Radon caratterizzato dal più elevato tempo di dimezzamento (T1/2 = 3.823 giorni). Di conseguenza è quello che più contribuisce alla concentrazione del gas nobile negli ambienti abitati o lavorativi al chiuso (indoor).  A tale gas da tempo vengono messe in relazione patologie tumorali, in particolare all’apparato respiratorio.

Fra le molteplici sorgenti di Radon  (sostrato geolitologico, materiali da costruzione, emungimento idrico per finalità domestiche) risaltano soprattutto quelle geologiche. Di conseguenza  la composizione minero-petrografica del sostrato di un territorio, ossia la presenza e la concentrazione degli elementi chimici che lo originano (Uranio, Torio e Radio), unitamente alle sue caratteristiche idrogeologiche (porosità, permeabilità, contenuto idrico), specialmente la permeabilità, la presenza di vuoti carsici e cavità e, soprattutto, di discontinuità strutturali, sono i fattori alla base delle concentrazioni del Radon nel sottosuolo e del suo trasporto verso l’esterno. Tale  commistione di fattori per così dire predisponenti di origine geologica gioca però il ruolo principale nei processi di potenziale recapito del Radon all’interno degli edifici e consente, quindi, di affermare che il Radon è un gas decisamente geogenico così come geogenica è buona parte del pericolo ad esso associato. Per tale semplice ragione la Zonizzazione delle Aree di Pericolosità potenziale Radon attraverso la sovrapposizione di strati informativi, opportunamente pesati, a partire dai  seguenti:

  • Geolitologia
  • Permeabilità
  • Faglie regionali e altre discontinuità strutturali, comprese quelle sismogenetiche
  • Attività termali
  • Aree minerarie
  • Aree carsiche
  • Spessore delle coperture

 

Costituisce, di norma, il primo, indispensabile livello di conoscenza territoriale, allo scopo di prevenire e di mitigare la concentrazione indoor del gas.

In un tale non v’è dubbio sul fatto che, a parità di altre variabili, le litologie vulcaniche intrusive ed effusive, siano quelle che per loro natura, debbano considerarsi a maggiore potenziale di pericolosità Radon.

 

Giovanni Tilocca, CLab R&D Manager

 

 

Giovanni Tilocca

Geologo ricercatore. Innumerevoli sono le sue pubblicazioni nel campo della geolitologia. Trentennale esperienza nella geo/ingegneria, difesa del suolo, idrografia e geotecnica. Mappare il radon nel mondo è la sua missione.

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